CALEIDOSCOPICA

   Quando il mondo cambia ad ogni giro.

 

Juliette & The Licks – Long Road Out of Hereuovo

SempreMedea in Living in Clemson
utente anonimo in Living in Clemson
SempreMedea in Living in Clemson
stradedimari in Living in Clemson
Antibiotica in Living in Clemson
virginia92ehgia in Living in Clemson
600 in A month in the U.S. ...
RITRATTO IN MUSICA

Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare:
I viva Fernandez!
Versa da bere ad un innamorato
un giorno sarò ricco e ti farò regina dei fiori;
Versa da bere a un povero assetato
povero da poeta, ricco come un gabbiano
che vola sulla vita con la sua fantasia.
Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare:
I viva Fernandez!
Versa da bere ad un albero sradicato
spostato dai venti e dalla curiosità
un nomade in amore ed in felicità,
un nomade in amore ed in felicità.

Così parlava il vecchio fricchettone
il re dei maghi e delle magone:
è una preghiera, io non voglio denari
solo vino, allegria, il calore delle mani.
Songs in loop now

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Nelle mie corde

PELLICOLE IN TANA (e non)
E.t. l'extraterrestre 8
Donnie Darko 7
La meglio Gioventù 10
Fight Club 6 e mezzo
Vanilla Sky 7 e mezzo
Johnny Mnemonic 5
Laputa. Il castello nel cielo 10
Nausicaa della valle del vento 9
La maled. della 1° luna 8 e 1/2
Guida gal. per autostoppisti 7
The Snatch 7 e mezzo
Alexander 1 e 1/2
Troy 6 meno meno
L'es. delle 12 scimmie 7 e 1/2
Tutto su mia madre 8 e 1/2
Le conseguenze dell'amore 8
Weekend Cinema
I 400 colpi 7
Fino all'ultimo respiro Non pervenuto
Le luci della sera 7 e 1/2
Qnd la moglie è in vac. 8 e 1/2
Colazione da Tiffany 10 e lode
Fine Weekend Cinema
Lilo e Stitch 8
Provaci ancora Stitch 5 e 1/2
Il settimo sigillo 10 e lode
Il declino dell'imp. americano 5
Le invasioni barbariche 6
Minority Report 7+
Mio fratello è figlio unico 7 e 1/2
Il diav veste Prada 7-
Lost in Translation 7 e 1/2
Ocean's Eleven 7 e 1/2
Il Codice da Vinci 2
H. Potter e il prig. di Azkaban 10
H. Potter e il Cal. di Fuoco 8 e 1/2
L'imp.za di chiamarsi Ernest 8
Le coll. hanno gli occhi (2006) 2
American Dreamz 8
Ocean's Twelve 7
X men 8 e 1/2
X men 2 8
X men 3 7
Spider Man 8
Spider Man 2 8
36: Quai des Orfevres 8
Il banchetto di nozze 8
Blade 7 e 1/2
Blade II 7
Le avventure acquatiche di Steve Zissou 8
In viaggio con Evie 7 e 1/2
King Arthur 6--
Le crociate 6 e 1/2
Birth. Io sono Sean 5
300 Il voto è superfluo!
Terminator 9
Terminator II 7
Lezioni di piano 9 e 1/2
El Mariachi 7 e 1/2
Dune 8
L'ultima profezia 6
The Queen 6 e 1/2
Star Wars IV 7 e 1/2
The PathFinder 4
Spirali Mentali
"Questo è il male
che mi porto
da trent'anni addosso
fermo non so stare in nessun posto
rotola rotola rotola il masso
rotola addosso, rotola in basso
e il muschio non si cresce sopra il sasso"
LIBRI GURU
Il gabbiano Jonathan Livingstone
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


domenica, 25 ottobre 2009
 

Old Walking song

 
 
The Road goes ever on and on
Down from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with eager feet,
Until it joins some larger way
Where many paths and errands meet.
And wither then? I cannot say.

 

The Road goes ever on and on
Out from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
Let others follow it who can!
Let them a journey new begin,
But I at last with weary feet
Will turn towards the lighted inn,
My evening-rest and sleep to meet.

Still round the corner there may wait
A new road or a secret gate;
And though I oft have passed them by,
A day will come at last when I
Shall take the hidden paths that run
West of the Moon, East of the Sun.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Presto, la segua colui che parte!
Cominci pure un nuovo viaggio,
Ma io che sono assonnato e stanco
Mi recherò all'osteria del villaggio
E dormirò un sonno lungo e franco

Voltato l'angolo forse si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna
A est del Sole, ad ovest della Luna

Perchè è questa la canzone che mi è tornata alla mente vivida e brillante come un raggio di sole fra lo stormire degli alberi in un pomeriggio d'estate, quando...
Perchè è questa la sensazione che ho provato chiara e certa come l'emozione di bambina nel tenere il filo di un palloncino, quando...
Perchè l'ho immediatamente dedicata a tutti coloro che si sono trovati nella mia stessa situazione, quando...
Quando è uscita la graduatoria per il bando dei giovani ricercatori.
Delusione e tristezza ma incredibilmente velati da un sontuoso manto di infinita, indescrivibile e potente 
libertà.
Ne faccio gelosamente tesoro e me la tengo stretta.
Con l'augurio che possa essere sempre così.
Per me.
Per voi.




sabato, 19 settembre 2009
 

The storm is arrived

A lungo questa minaccia ha risuonato forte: the storm is coming.
E anche quando mi è stato offerto un assaggio non ne ho valutato l'importanza e la forza.

Pioggia battente, gocce pesanti, cielo di piombo.
Ricordo un'altra pioggia, un altro dove, un altro quando.

Ma ora ogni tuono risuona e rimbomba nel vuoto dentro me e si fa voce di tutto ciò che un'altra pioggia aveva solo sussurrato e tentato invano di lavare via.
La tempesta ormai è arrivata e io ci sono dentro.
Sperando ancora una volta di trovare le mie scarpette rosse e, con la stessa semplicità di un battito di tacchi, di poter tornare a casa.



mercoledì, 04 marzo 2009
 

Dello scambio di amorosi sensi: riflessioni antropologiche sulla morte nell’era delle comunità virtuali

Oggi in famiglia ho avuto notizia di un lutto…

Probabilmente la maggior parte dei post non dovrebbe iniziare così, ma non solo non ho intenzione di parlare nello specifico di questo né, soprattutto, mi aspetto di ricevere chissà quali espressioni di dispiacere. Non è un post a chiamata…ma solo il modo per introdurre una serie di riflessioni sull’argomento.

In conseguenza di ciò che è accaduto una persona della mia famiglia ha deciso di comunicarlo nella forma di status su Facebook…e questo mi ha lasciato basita.

E mi sono chiesta: sono io che sono rimasta indietro o sono gli altri che stanno un po’ esagerando questa faccenda della vita in vetrina? È Facebook il luogo adatto e adeguato a contenere informazioni così pesanti e dolorose? Non era una semplice vetrina per ritrovare vecchi amici e persone che altrimenti nessuno avrebbe più avuto modo (o a volte voglia) di risentire?

Insomma Facebook è soltanto un gioco o davvero è diventata una nuova forma di comunità virtuale dove anche le cose serie e importanti vengono sbandierate ai quattro angoli del pianeta?

Così ho cercato un punto di riferimento: normalmente i necrologi li troviamo nei giornali e nelle chiese, luoghi seri gli uni (in teoria) e gli altri luoghi deputati a questo tipo di notizie.

Nei paesini di ogni regione d’Italia troviamo anche quei fantastici volantini listati a lutto, sparsi per le strade, una sorta di macabra campagna elettorale. Funzionale però in una piccola comunità dove tutti si conoscono e dove tutti, presumibilmente, conoscevano il morto e/o la famiglia: insomma, per quell’incredibile e infinito manuale della buona creanza medio-borghese e delle norme della vita sociale, un modo per far sapere il fatto anche a coloro che non sono troppo intimi per chiamarli al telefono ma neanche troppo sconosciuti per non sentirsi in dovere di andare al funerale o di mandare un telegramma.

E se il paragone è calzante, allora Facebook ha fatto in modo che diventassimo un piccolo paese senza confini e con un numero illimitato di compaesani? Il fatto continua a sembrarmi inquietante…

A questo punto mi sono sembrate molto meno strane le condoglianze arrivate su Facebook a seguito dello status suddetto: si dovrà scrivere un nuovo galateo delle usanze funebri?

Insomma chi fa le condoglianze su Facebook poi si deve sentire in dovere anche di scrivere un telegramma o può bastare?

So che può sembrare cinico e inappropriato a molti, almeno a coloro i quali ritengono che tutte quelle usanze legate alla morte e alla commemorazione funebre siano un bon ton e un’etichetta che non possono essere fuggite né ignorate, o a quanti (e qui mi scuso se offendo qualcuno) credono veramente che tutto questo si debba fare per onorare il defunto e i vivi che lascia dietro di sé.

Ma davvero quel foscoliano scambio di amorosi sensi può passare attraverso strumenti e mezzi all’apparenza così inadeguati?

Come tante altre cose immagino che ai posteri sarà riservata la sentenza. Io mi limiterò ad osservare, in disparte. Come sempre, in questi casi.




domenica, 16 novembre 2008
 

Il silenzio è d'oro

Riapro la pagina di questo blog dopo un periodo in cui praticamente neanche mi ricordavo della sua esistenza...visito i blog dei miei amici blogger e vedo che tutto sommato non sono la sola...
Forse nel mio caso il periodo è stato un pò più lungo, ma in generale vedo che pochi blog sono aggiornati con frequenza...
Che sia il segno positivo che stiamo vivendo troppo la vita reale e che sono mille le cose da fare nella giornata? Oppure il segno, negativo, che non riusciamo più a trovare le parole per dire ciò che stiamo vivendo?
Nel mio caso è un pò tutte e due le cose, alle quali si aggiunge il fatto che vivo giorno dopo giorno, un pò trascinandomi, un pò cedrcando di non pensare, un pò tramortendomi con il silenzio esterno in contrasto con le mille parole e l'enorme rumore nella mia testa.
Avrei bisogno di così tante cose che mi sembra ormai di non aver più bisogno di niente...
Tutto questo per dire che non sto più scrivendo e che probabilmente continuerò a non farlo per un pò.
Attendo il 15 Dicembre, giorno di svolta in cui almeno buona parte di tutto questo avrà non una fine ma almeno una faccia.
Il resto è noia e poi si vedrà.
Inshallah!
Au revoir
Medea in stand by 
postato da SempreMedea | novembre 16, 2008 12:03 | commenti / commenti (pop-up)
flussidicoscienza



domenica, 07 settembre 2008
 

"Signorina Medea, in transito"

«Buono? Questo è già più vicino a quello che intendo io. Non un'onestà di tipo legale - io non ci penserei due volte a profanare una tomba e a rubare gli occhi a un morto se pensassi che può contribuire al mio divertimento quotidiano - ma un'onestà nei confronti di se stessi. Sii quello che vuoi ma non un vigliacco, un fanfarone, un ladro di emozioni, una sgualdrina; preferirei avere il cancro piuttosto che un cuore disonesto. Il che non significa essere pii. Semplicemente pratici. Il cancro può stenderti, ma quell'altra cosa ti stende di sicuro. Oh, ma al diavolo....dammi la chitarra, bello, e ti canterò un fado nel più perfetto portoghese.»

«Ma...e io?...Ho una paura terribile, brutto. Si, perchè non può continuare così per sempre. A non sapere che cos'è tuo finchè non lo butti via. Le paturnie non sono niente.Non è niente la grassona. Questo, invece...Ho la bocca così arida che non riuscirei a sputare nemmeno per salvarmi la vita.»

[Truman Capote, Colazione da Tiffany]

Finchè anche io non (ri)troverò un luogo da poter chiamare casa e sentire, davvero, mio.



martedì, 06 maggio 2008
 

Nella mia fine è il mio principio

Circondata da pareti bianche che riflettono le onde sonore che escono fuori dal laptop, residuo immarcescibile e resistente della mia vita in questa casa...l'ultima cosa che ne uscirà credo.
Il momento è quasi arrivato e mentre Eddie mi ricorda che ora inizio a vedere le cose un pò più chiaramente, mentre canto a squarciagola forse per l'ultima volta in questa casa, forse per l'ultima volta davvero tranquilla perchè nel mio spazio, perchè in un luogo che è stato solo mio, senza nessun orecchio estraneo che sentisse l'emozione nella mia voce, penso che anche questo addio contribuisce a guardare lontano.
Con un occhio guardo indietro, nello specchietto retrovisore, ciò che ho lasciato alle spalle, ciò che sto salutando e con l'altro guardo davanti, guardo una strada che non conosco, che si perde all'orizzonte e non so dove porta.
Lascio qui una parte di me, mentre l'altra è ansiosa di camminare, correre e volare più in là...vicino o lontano non hanno senso in un luogo senza spazio...
Navigo, ora più che mai, in acque sconosciute, muovendo a caso un timone sorretto solo dalla mia volontà, vento che fa alzare la mia vela: vado piano, per paura di trovare uno scoglio affiorante che mi farà affondare o una secca che mi faccia fermare indefinitamente...piccole manovre, lente virate ogni tanto, per tenere una rotta di cui ancora neanche io conosco la destinazione. Ma la sensazione è quella di andare...è questo l'importante.
E questo saluto è un altro passo.
Come tanti altri che ho fatto è sommamente doloroso, porta con sè ricordi e sentimenti, passione e vita quotidiana, impossibili da inscatolare e classificare: ormai bagaglio personale, me li porterò appresso accettando e capendo la persona che di me hanno fatto.
Come me, anche la casa porta i segni di ciò che dentro si è vissuto: ogni centimetro quadro  ha in sè  la nostra vita insieme e per questo, anche vuota, sarà sempre la mia, la nostra casa, e oggi lo è ancora di più.
Ma ogni libro ben scritto ha una fine, ogni bel film mostra sempre i titoli di coda...
E' giunto il momento di uscire dal cinema: come sempre ho aspettato che i titoli di coda finissero completamente e che in sala si accendessero le luci.
E' arrivata l'ora per me di scegliere altri libri da leggere, di incontrare altri personaggi a cui appassionarmi, di raccontarmi altre storie.
Se anche io non mi voglio scusare di niente, al contrario voglio invece ringraziare questa casa e chi con me l'ha condivisa, davvero come vuole tradizione nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e in tutto ciò che amore e stima possono significare.
Nulla si distrugge, e tutto si trasforma. Ma a differenza del mondo di Nostra Madre Natura, nel caso delle menti e dei cuori umani tutto rimane, impresso, indelebile a ricordare pensieri e azioni, che formano la base per le successive partenze, senza la quale non sapremmo dove poggiare i nostri passi.
E' stato così bello e così intenso che nessuna parola può descrivere ciò che provo in questi momenti. Forse è per questo che ne uso così tante...come tante sono le emozioni che restano qui dentro, racchiuse fra queste quattro pareti, mescolate alle note della musica, che come giustamente qualcuno mi disse, rende viva una casa...
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
Certo non è tempo di morire...ma è sicuramente tempo di andare...

Ogni fine è anche un inizio...e da questo mi farò accompagnare, fuori  da questa porta.  Per l'ultima volta.



I took a drive today
Time to emancipate
I guess it was the beatings made me wise
But I'm not about to give thanks, or apologize
I couldn't breathe, holdin' me down
Hand on my face, pushed to the ground
Enmity gaged, united by fear
Forced to endure what I could not forgive...

I seem to look away
Wounds in the mirror waved
It wasn't my surface most defiled
Head at your feet, fool to your crown
Fist on my plate, swallowed it down
Enmity gaged, united by fear
Tried to endure what I could not forgive

Saw things, saw things, saw things, saw things
Clearer, clearer
Once you, were in my... rearviewmirror...

I gather speed from you fucking with me
Once and for all I'm far away
I hardly believe, finally the shades...are raised...hey...

Saw things so much clearer
Once you, once you...
Saw things so much clearer
Once you, once you...
Saw things so much clearer
Once you, once you...
Rearviewmirror

Saw things so much clearer
Once you...oh yeah...

Rearviewmirror - Pearl Jam
I'll lose some sales and my boss won't be happy,
But I can't stop listening to the sound
Of two soft voices
Blended in perfection
From the reels of this record that I've found.

Every day there's a boy in the mirror asking me...
What are you doing here?
Finding all my previous motives
Growing increasingly unclear.

I've traveled far and I've burned all the bridges
I believed as soon as I hit land
All the other options held before me,
Would wither in the light of my plan.

So I'll lose some sales and my boss won't be happy,
But there's only one thing on my mind
Searching boxes underneath the counter,
On a chance that on a tape I'd find...
A song for someone who needs somewhere to long for.

Homesick.

Because I no longer know where home is.

Homesick - Kings of Convenience
It's too late
All the lights are out and the kids at play
Now I've lost my way, but anyway
Heartache and pain babe
They know my name right now
And they're calling me

Underneath the ground is my final place
Oh how you love me, anyway.

It's a long road out of here
Don't leave the light on
I ain't comin' home
You gotta be strong
It's a long road out of here
But when you love me like you do
Makes it it hard for me to leave you.

Distance my friend
Is closer when you reach the end
Between time and space
Oh I can't erase, anyway.

It's a long road out of here
Don't leave the light on
I ain't comin' home
You gotta be strong
It's a long road out of here
But when you love me like you do
Makes it it hard for me to leave you.

And you carry all the weight of the world in your hands
And you're giving all the love you never thought you had
And all we know to believe
Is closing the eyes on all my dreams
I guess I'll just wander on and on
Oh, I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
Oh ,I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on and on
I guess I'll just wander on.

Long road out of here - Juliette and the Licks
Night falls and towns become circuit boards
We can beat the sun as long as we keep moving
From the air, stadium lights stand out like flares
And all I know is that you're sat here right next to me

We rarely see warning signs in the air we breathe
Right now I feel each and every fragment

This paper trail leads right back to you
You say you need me to step outside
You spent the evening unpacking books from boxes
You passed me up so as not to break a promise
Scattered polaroids and sprinkled words around your collar in the long run
Said you knew that this would happen

Well this is something new but it turns out it was borrowed too
Why does every let down have to be so thin?
Rain explodes at the moment that the cab door closed
I feel the weight upon your kiss ambiguous

You have to leave, I appreciate that
But I hate when conversation slips out of our grasp

You spent the evening unpacking books from boxes
You passed me up so as not to break a promise
Scattered polaroids and sprinkled words around your collar in the long run
Said you knew that this would happen

Two bodies in motion
This is a matter of fact
It wasn't built to last

Two bodies in motion
This is a matter of fact
It wasn't built to last

You spent the evening unpacking books from boxes
You passed me up so as not to break a promise
Scattered polaroids and sprinkled words around your collar in the long run
Said you knew that this would happen

The pounding rain continued it's bleak fall
And we decided just to write after all, after all

The pounding rain continued it's bleak fall
And we decided just to write after all

Books from boxes - Maximo Park
Know it sounds funny,
but I just can't stand the pain:
girl, I'm leaving you tomorrow.

Seems to me, girl,
you know I've done all I can:
you see, I begged, stole, and I borrowed, yeah.

Ooh, that's why I'm easy,
I'm easy like Sunday morning.

That's why I'm easyy,
I'm easy like Sunday morning.

Why in the world
would anybody put chains on me? Yah.
I've paid my dues to make it.

Ev'rybody wants me to be
what they want me to be;
I'm not happy when I try to fake it, no.

Ooh, that's why I'm easy, yeah,
I'm easy like Sunday morning.

That's why I'm easyy,
I'm easy like Sunday morning.

I wanna be high, so high.
I wanna be free to know the things I do are right.
I wanna be free, just me, oh, babe, ooh.

That's why I'm easy,
I'm easy like Sunday morning.

That's why I'm easyy,
I'm easy like Sunday morning, woh.

'Cause I'm eaeasy, ooh,
easy like Sunday morning, yeah.

'Cause I'm easy, ah,
I'm easy like Sunday morning.

I'm easy - Lionel Richie



domenica, 10 febbraio 2008
 

Vita

Nello specchio, oggi, ho visto l'orgoglio per la strada che sto percorrendo.
                                               Nelle risate che hanno fatto nascere germogli di primavera, un sole caldo e luminoso: aria di rinnovamento.
                 Negli occhi profondi del mio cuore, che guardano sempre oltre l'orizzonte la calma e la serenità di un dolce abbraccio sapor di salsedine.
Sembra un'altra vita. Ma non è.
                                È questa, ed è finalmente
                                                             la mia.



giovedì, 01 novembre 2007
 

Nascondino

Oggi va così...
oggi niente conta fino a venti, oggi niente nascondino, oggi si gioca a carte scoperte.
Oggi va così...
Oggi va che ho passato la cena a guardare Don Camillo e Peppone, a ridere e a farmi venire il magone guardando quel bianco e nero, quelle scene tanto conosciute, quando ero piccola e il nascondino era solo un gioco. Ricordando uno strano paesino, incontrato per caso nella mia vita, uno strano cane pecora e uno strano personaggio, a cui non ho regalato ciò che avevo promesso e che in cambio mi ha invece regalato un momento inatteso e non richiesto.
Oggi va che ascolto "Jesus Christ Superstar", quando era tanto che non lo ascoltavo. Ricordo la prima volta che l'ho visto, con colui che mi ha trasfuso l'amore per questo film e per tante altre cose, ricordo quante volte con lui ne ho parlato, ricordo anche l'ultima volta che l'ho ascoltato e cantato tutto mentre un serpente di strada si srotolava sotto i miei piedi.
Oggi va che canto e ascolto parole e note di un fabbro della vita e della memoria capace di creare con le parole immortali sculture destinate a donare lacrime e sorrisi, parole rimosse da tempo, ma mai dimenticate, talmente familiari che tornano alla mente con la facilità delle ninne nanne di un tempo.
Oggi va che piango e rido, e penso alle belle persone che mi circondano.
Oggi va.



domenica, 28 ottobre 2007
 

Weekend

Mentre la rude e giovane voce di Patti Smith mi riporta alla mente la mia odierna insofferenza  nei confronti  del mondo, penso al WE  appena passato.
Venerdì  è arrivato  E. a  casa,  ospite per una settimana: il buon inizio testimonia la possibilità di sette giorni in ottima compagnia. La prima attività a cui ci siamo dedicati è stata una buona cena e una splendida chiaccherata, saltando di palo in frasca, segno di tante cose da dirsi e di un reciproco interesse dettato dalla profonda amicizia che ci contraddistingue.
La serata si è conclusa, fortunatamente per me, con il regalo del suono della mia chitarra suonata da E. e accompagnata dal suono della sua bella voce. Le sue mani che pizzicavano le corde della mia Yamaha, per suonare canzoni a lui care che non avevo mai sentito, mi ha calmato un animo diventato improvvisamente irrequieto: distesa nel divano, con la testa poggiata sui cuscini e la vista offuscata dalla mancanza degli occhiali, ho assorbito in pieno i suoni che mi arrivavano e che hanno portato via sensazioni negative, emozioni forti e pensieri cattivi.
Il sabato è stato dedicato ad una passeggiata  without  thinking per le vie di Bologna,  con una pausa per una calda cioccolata dietro le Torri, piccoli dettagli che da molto non mi concedevo. Il tutto in attesa di una serata a lungo chiaccherata nei lunghi aperitivi da Maurizio, festa nella casa collinare di G. ormai diventato luogo epico, per me che non c'ero mai stata e che avevo sempre sentito parlare di serate all'insegna del polleggio e dello scazzo più completo.
L'unico stress, la richiesta più che pressante di V. che mi obbliga a vestirmi da strega e che pretende di fare la coppia "strega cattiva - fata buona" solo per sfoggiare un peraltro fantastico abito da Fata Turchina comprato anni orsono in Montagnola e mai sfoggiato.
Con i capelli sciolti e il trucco pesante, con un cappello da due lire abbastanza vistoso, le unghie pittate di nero e i guantini da dark lady, ero perfettamente in sintonia con l'umore della serata.
Incredibile bordello: momento topico sicuramente l'arrivo di due, Cappuccetto e BelgaTina, che ci chiedono se quella è la loro festa, che hanno girato per i colli e che ne hanno trovata anche un'altra ma non sanno dove devono andare. Non conoscono il padrone di casa, e questo non  è strano, viste le modalità di pubblicità di questo evento: lei non sembra convinta di essere arrivata nel posto giusto, lui si ambienta  subito, invece. Un bicchiere di vino  risolve a BelgaTina il dilemma, ma quasi mi pento di averglielo portato quando E. ed E. guardandomi sornioni e ghignanti mi dicono: Indovina da dove viene? Ma dal Belgio, for sure! Beh, 'fanculo!
Il mio scoglionamento, accompagnato da un'irrequietezza incredibile e da un comportamento ipercinetico, come si premura di farmi notare il mio caro amico E., è al massimo a metà serata: ho voglia di fare la cazzona, più di quanto già non lo sia di solito.
Probabilmente, anzi senza probabilmente, è ciò che non capisce M. che come al solito fa lo splendido, ma non sopporta che lo facciano gli altri: scappa e si ritrae e si compiace del suo (inesistente) successo, senza capire che non è altro che un diversivo dalla insostenibile pesantezza dei miei pensieri, solo un oggetto del mio (discutibile) divertimento, un personaggio facilmente intercambiabile all'interno del personalissimo spettacolino che decido di mettere su in quattro e quatt'otto.
Insopportabile la sua insicura boria, la pesante serietà con cui prende se stesso e gli altri,  e l'incapacità di perdere per un attimo il ruolo che lui stesso si è assegnato in chissà quali lontani tempi per contesti come questi.
Veramente finisco per essere ancora più insofferente, nei confronti degli uomini (tutti), del mondo e di me stessa, sensazioni che mi accompagnano fino al risveglio stamattina.
La domenica è salvata dal pranzo in relax con M. (l'altro), V. ed E., pranzetto squisito e molto domenicale, in una dimensione di conversazione pacata e priva di quegli inutili orpelli di cui tutti a volte ci ammantiamo per nascondere il nostro vero volto.
Siamo tutti leggeri, liberi da maschere, intorno al rettangolare tavolo di V., e si parla del più e del meno senza dover per forza cercare di raggiungere verità universali che, nella maggior parte dei casi, sono cazzate galattiche!
I mezzi di comunicazione, di ogni genere, non hanno migliorato la qualità dei miei pensieri e la cattiveria delle mie parole, in questo lungo weekend. Ho scelto di escluderne alcuni...condivisibile o meno, perfino da me stessa, ritengo possa essere un buon punto di partenza.
La serata dovrebbe concludersi con la visione casalinga, solo io ed E., della Medea pasoliniana.
Chissà se l'insofferenza nei miei confronti aumenterà, o vedrò invece più chiaramente...
Il bilancio complessivo è di un ottimo e fecondo weekend, latore di nuove spirali mentali e (forse) di alcune indicazioni per iniziare a trovare le strade per percorrerle nelle giuste direzioni.
Un tranquillo weekend di una brutta persona (o di una che si vuole far passare come tale...vero Rino?)
Buon fine weekend a tutti, nessuno escluso.

(Scritto a quattro mani con Angie...for the first time together!)
 



giovedì, 11 ottobre 2007
 

Happyness is breschisness!

Sono felice.
Non so perchè e forse è anche per questo.
Sono sola in casa e la presenza di questa assenza dovrebbe rendermi triste. E in una parte di me questa tristezza è annidata e annodata.
Ma stasera no. Stasera ho deciso di aprire un prosecco e brindare a me.
Mi è sembrata una cosa buona e giusta. E poi era un prosecco proveniente da un matrimonio e quale migliore fine per lui che essere bevuto in un meraviglioso momento di solitudine - dove tutto è perfetto?
Ho messo su Wish You were here dei Pink Floyd e mentre mi davano il benvenuto nel meccanismo ho stappato la bottiglia e  bevuto alla mia salute e alla mia gioia, così limpida come le bollicine che vedevo nel bicchiere.
Mi sono preparata una splendida cena a lume di candela. D'altronde si deve un pò essere innamorati di se stessi ogni tanto.  E un momento speciale è un momento regalato ad una persona che ami.
E io oggi mi amo, tanto.
Non mi chiedo il perchè di questa felicità. La accolgo così com'è, bella.
Domani magari sarà diverso. Ma stanotte la vivo come deve essere vissuta.
Semplice. Con un calice in mano.
Buonanotte
happiness is breschiisness