Intanto che le prime immagini vengono caricate provo a buttar giù due parole su questa nuova esperienza iniziata nel mezzo del cammin dei miei trent'anni: lavoro di scavo a Trento.
Proprio avant'ieri ho fatto un mese di lavoro e dal momento che durante la settimana non sono mai riuscita a mettere insieme due concetti in croce che assomigliassero ad un post e in questi ultimi weekend nella mia testa regnava sovrano il vuoto pneumatico, mi sembra l'occasione buona per iniziare.
....................................................Rotoballe in testa..........................................
Sarà che neanche ora riesco a eprimermi coerentemente?
Potremmo iniziare dai nudi fatti: scavo all'interno di una chiesa nel pieno centro di Trento, proprio alle spalle della Piazza del Duomo. Non penseresti mai che dentro una chiesa ci possa essere così tanta terra, ma le mie braccia e le mie gambe a fine giornata sanno che invece è possibilissimo...
La giornata tipo è: sveglia alle 7 e 10, colazione con qualunque ben di dio si trovi sul tavolo (che per me equivale a due biscotti, un caffè e un succo di frutta!), alle 8 si va in cantiere; alle 12 si pranza in mensa con i buoni pasto e si continua a lavorare dalle 13 alle 17 circa. A casa, in attesa del turno doccia (necessario per avere un minimo rapporto con gli altri esseri umani che ti stanno vicino...)birra e spuntini vari: taralli, pane con insaccati di ogni genere e tipo...accompagnati da chiacchere semiserie e da una valanga inenarrabile di cazzate. Doccia, cena e post cena di chiacchere: c'è chi un pò fa finta di studiare, c'è chi parla di massimi sistemi (cazzi e fighe in generale...inevitabile...), c'è chi cerca di guardare la TV...
Momenti memorabili: la pausa caffè da Lello e la lettura del giornale su comodissimi supporti in bambù che sembrano venire direttamente dal club londinese meno esclusivo del 1845; il pranzo in mensa con gli splendidi occhi del cuoco cerbero e i sorrisi impauriti della cameriera topolino; gli spuntini terrosi e i fiumi di birra immediatamente post scavo.
Da vedere per credere: noi donne di cantiere, dure e pure, con un gergo da scaricatore, paglia in bocca e braccio possente che facciamo scappare le cielline e impietriamo i nostri uomini di cantiere che sanno di non avere l'esclusiva (e forse non gli dispiace neanche troppo... :-D)..
Non mi viene altro per ora...anche perchè devo mettermi seriamente a lavorare...perciò al prossimo (spero più interessante e meno svogliato!) resoconto!
E siccome so che le immagini valgono più delle parole inizio la carrellata degli attimi colti da questa archeologa di mare trapiantata sui monti.
Un saluto dalla vostra archeologa di fiducia
Proprio avant'ieri ho fatto un mese di lavoro e dal momento che durante la settimana non sono mai riuscita a mettere insieme due concetti in croce che assomigliassero ad un post e in questi ultimi weekend nella mia testa regnava sovrano il vuoto pneumatico, mi sembra l'occasione buona per iniziare.
....................................................Rotoballe in testa..........................................
Sarà che neanche ora riesco a eprimermi coerentemente?
Potremmo iniziare dai nudi fatti: scavo all'interno di una chiesa nel pieno centro di Trento, proprio alle spalle della Piazza del Duomo. Non penseresti mai che dentro una chiesa ci possa essere così tanta terra, ma le mie braccia e le mie gambe a fine giornata sanno che invece è possibilissimo...
La giornata tipo è: sveglia alle 7 e 10, colazione con qualunque ben di dio si trovi sul tavolo (che per me equivale a due biscotti, un caffè e un succo di frutta!), alle 8 si va in cantiere; alle 12 si pranza in mensa con i buoni pasto e si continua a lavorare dalle 13 alle 17 circa. A casa, in attesa del turno doccia (necessario per avere un minimo rapporto con gli altri esseri umani che ti stanno vicino...)birra e spuntini vari: taralli, pane con insaccati di ogni genere e tipo...accompagnati da chiacchere semiserie e da una valanga inenarrabile di cazzate. Doccia, cena e post cena di chiacchere: c'è chi un pò fa finta di studiare, c'è chi parla di massimi sistemi (cazzi e fighe in generale...inevitabile...), c'è chi cerca di guardare la TV...
Momenti memorabili: la pausa caffè da Lello e la lettura del giornale su comodissimi supporti in bambù che sembrano venire direttamente dal club londinese meno esclusivo del 1845; il pranzo in mensa con gli splendidi occhi del cuoco cerbero e i sorrisi impauriti della cameriera topolino; gli spuntini terrosi e i fiumi di birra immediatamente post scavo.
Da vedere per credere: noi donne di cantiere, dure e pure, con un gergo da scaricatore, paglia in bocca e braccio possente che facciamo scappare le cielline e impietriamo i nostri uomini di cantiere che sanno di non avere l'esclusiva (e forse non gli dispiace neanche troppo... :-D)..
Non mi viene altro per ora...anche perchè devo mettermi seriamente a lavorare...perciò al prossimo (spero più interessante e meno svogliato!) resoconto!
E siccome so che le immagini valgono più delle parole inizio la carrellata degli attimi colti da questa archeologa di mare trapiantata sui monti.
Un saluto dalla vostra archeologa di fiducia

