CALEIDOSCOPICA

   Quando il mondo cambia ad ogni giro.

 

Juliette & The Licks – Long Road Out of Hereuovo

SempreMedea in Living in Clemson
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600 in A month in the U.S. ...
RITRATTO IN MUSICA

Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare:
I viva Fernandez!
Versa da bere ad un innamorato
un giorno sarò ricco e ti farò regina dei fiori;
Versa da bere a un povero assetato
povero da poeta, ricco come un gabbiano
che vola sulla vita con la sua fantasia.
Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare:
I viva Fernandez!
Versa da bere ad un albero sradicato
spostato dai venti e dalla curiosità
un nomade in amore ed in felicità,
un nomade in amore ed in felicità.

Così parlava il vecchio fricchettone
il re dei maghi e delle magone:
è una preghiera, io non voglio denari
solo vino, allegria, il calore delle mani.
Songs in loop now

MAGNA CARTA
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Nelle mie corde

PELLICOLE IN TANA (e non)
E.t. l'extraterrestre 8
Donnie Darko 7
La meglio Gioventù 10
Fight Club 6 e mezzo
Vanilla Sky 7 e mezzo
Johnny Mnemonic 5
Laputa. Il castello nel cielo 10
Nausicaa della valle del vento 9
La maled. della 1° luna 8 e 1/2
Guida gal. per autostoppisti 7
The Snatch 7 e mezzo
Alexander 1 e 1/2
Troy 6 meno meno
L'es. delle 12 scimmie 7 e 1/2
Tutto su mia madre 8 e 1/2
Le conseguenze dell'amore 8
Weekend Cinema
I 400 colpi 7
Fino all'ultimo respiro Non pervenuto
Le luci della sera 7 e 1/2
Qnd la moglie è in vac. 8 e 1/2
Colazione da Tiffany 10 e lode
Fine Weekend Cinema
Lilo e Stitch 8
Provaci ancora Stitch 5 e 1/2
Il settimo sigillo 10 e lode
Il declino dell'imp. americano 5
Le invasioni barbariche 6
Minority Report 7+
Mio fratello è figlio unico 7 e 1/2
Il diav veste Prada 7-
Lost in Translation 7 e 1/2
Ocean's Eleven 7 e 1/2
Il Codice da Vinci 2
H. Potter e il prig. di Azkaban 10
H. Potter e il Cal. di Fuoco 8 e 1/2
L'imp.za di chiamarsi Ernest 8
Le coll. hanno gli occhi (2006) 2
American Dreamz 8
Ocean's Twelve 7
X men 8 e 1/2
X men 2 8
X men 3 7
Spider Man 8
Spider Man 2 8
36: Quai des Orfevres 8
Il banchetto di nozze 8
Blade 7 e 1/2
Blade II 7
Le avventure acquatiche di Steve Zissou 8
In viaggio con Evie 7 e 1/2
King Arthur 6--
Le crociate 6 e 1/2
Birth. Io sono Sean 5
300 Il voto è superfluo!
Terminator 9
Terminator II 7
Lezioni di piano 9 e 1/2
El Mariachi 7 e 1/2
Dune 8
L'ultima profezia 6
The Queen 6 e 1/2
Star Wars IV 7 e 1/2
The PathFinder 4
Spirali Mentali
"Questo è il male
che mi porto
da trent'anni addosso
fermo non so stare in nessun posto
rotola rotola rotola il masso
rotola addosso, rotola in basso
e il muschio non si cresce sopra il sasso"
LIBRI GURU
Il gabbiano Jonathan Livingstone
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


venerdì, 23 febbraio 2007
 

Inno alla "Joy"a

tastiera piano

Avantieri sera sono andata a sentire Giovanni Allevi in concerto.
La scaletta è semplice: l'album "Joy", l'ultimo...ma è il resto difficile da descrivere.
Il piccolo Giovanni, allievo modello, timido scolaro di 2° elementare davanti a noi fa la spiega di ogni singolo pezzo e ogni presentazione, che esce a fatica dalla sua bocca, vuoi per timidezza vuoi perchè le spalle incassate e la testa bassa schiacciano il suo diaframma già oppresso da un'emozione palese, sembra una piccola poesiola imparata a memoria per soddisfare noi, pubblico maestrina che lo ascolta con estrema attenzione.
Poi si siede al piano e diventa un piccolo Schroeder, curvo sul suo enorme pianoforte a coda, talmente piegato su se stesso che sembravolerci entrare dentro.
Per 4 minuti le sue mani, diventate quattro dal riflesso sul coperchio nero lucido, ci trasporta lontano.
Appena il pezzo finisce torniamo in sala e siamo con lui ad accompagnarlo nel mistero del rituale che segue ogni esecuzione: simbiosi con il piano, che avviene con entrambe le mani appoggiate sui tasti quasi a volerne riconfermare la tangibilità e a sentire la presenza del loro naturale prolungamento.
Si alza in piedi dopo un minuto e stringe forte il bordo del pianoforte, quasi a volercisi appoggiare per ritrovare stabilità e prendere sicurezza.
Doppia pacca al suo fido compagno di palco, forse per ringraziarlo e dirgli che anche stavolta sono andati bene e hanno superato l'esame.
Il voto è il nostro applauso, fragoroso ad ogni pezzo e sono sicura che, se fossi più vicina al palco,ogni volta potrei vedere le sue labbra che tremano di emozione e l'occhio lucido.
I pezzi sono eseguiti quasi con perfezione da CD: ma l'improvvisazione qui non trova spazio.
Gipvanni Allevi non ci offre uno spettacolo, ci offre direttamente se stesso, in parole (poche) e note (tante) e non c'è bisogno di maschere.
L'applauso finale si trasforma in una piccola standing ovation, tributo ad un artista in grado di mettere se stesso su un palco sotto i riflettori regalando emozioni reali, ed una grande tenerezza per quel piccolo, grande scolaro Schroeder che ancora una volta ha superato l'esame (forse anche con se stesso!).
Esco felice, serena e rilassatacarica di musica e pensieri belli.
Bravo Giovanni: 10 e lode.
tastiera piano



martedì, 20 febbraio 2007
 

Grandi novità e un "obiettivo" raggiunto!

post it fotoFinalmente!!!



lunedì, 19 febbraio 2007
 

Una settimana da Med(ea): secondo e ultimo movimento - Firenji.

Venerdì
Sveglia praticamente all'alba per prendere un fottuto treno proletario che, nel tempo più lungo di percorrenza mai stimato per la tratta  Bologna - Firenze, mi porterà dritta dritta fra le grassocce braccina di Bakis.
Il viaggio dura comunque meno del previsto grazie al salvifico lettore Mp3 che A. mi ha gentilmente prestato dopo accorta espressione genuingenua da parte mia accompagnata da candidi occhioni stralunati da "Ah, davvero me lo presti?!"
Troppe gallerie però cazzo...e ad un certo punto, alla fidata, all'uscita da una delle suddette, mi ritrovo  praticamente nel regno di Saruman:  una conca spoglia, di tutte le possibili tonalità del marrone e fumi vari che fuoriescono dal suolo.Mi aspetto da un momento all'altro che esca fuori un orchetto OGM e si appiccichi al finestrino...

in trenoArrivo comunque a Firenze e successivamente all'ufficio di Bakis che,  molto carinamente mi accompagna a casa.
Il soppalkis è carinissimo, insieme a tutto ciò che gli fa da contorno. Solo il casino è stato semplicemente esportato (per quali vie lo ignoro, terrene o ultraterrene) dalla mansarda dell'isola dove le donne vanno dantescamente con le puppe di fuori fino alla terra del nazional Dante,con buona pace del Bakis che dichiara a mari e monti di aver fatto le ore piccole per sistemarla (chissà prima!).
A pranzo magone cercato e voluto (volli,volli, fortissimamente volli!): raccontare di mio padre davanti ad un roastbeef non è esattamente ciò che chiamo un pranzo in allegria; fortunatamente la persona che ho davanti è quella giusta.
Il magone mi accompagna per tutto il rientro fino al soppalkis, aiutato da un clima fetido di pioggerellina umida e appiccicosa e da canzoni non proprio allegre che mi suonano nelle orecchie.
Ma si sa: Ulisse il canto delle sirene se l'era andato a cercare e proprio come lui, io mi cerco le mie sirene che richiamano lacrime inespresse cxhe rimangono in gola e fra le ciglia, proprio come le gocce di pioggia che restano incastrate fra i miei capelli.



Il soppalkis mi accoglie con un succo d'arancia, un posacenere ancora vuoto e un divano invitante.

Rispondo prontamente.
Mi sveglio dal mio torpore dormivegliasonno (non sono sicura di aver raggiunto la fase R.E.M. ma la trama del cuscino stampata sulla mia guancia non lascia dubbi: ho riposato!), giusto in tempo per prepararmi all'Aperibakis: sono perfettamente in orario.
Decido di darmi una rinfrescata.
La parola non è casuale: "Cazzo Bakis, perchè a casa tua c'è l'acqua gelata?", pronta telefonata, pronta risposta: "Apri il rubinetto del gas cippina". Altrettanto pronta la mia azione: in bakismaglietta e nient'altro esco in pianerottolo (ma chi cazzo progetta un rubinetto del gas  FUORI dall'appartamento? Transeamus...); ad azione non segue reazione: risposta dell'acqua: risata sadica.
Rimane  infatti ad una temperatura che si avvicina ai zerogradicentigradi. E io mi chiedo se Firenze si rifornisca d'acqua direttamente dai ghiacciai alpini!
Mi lavicchio. Trucco e parrucco pronta per la serata fiorentina.
Look stile Madonna-Hung Up che so che a Bakis piacerà da impazzire.
Incredibile come da perfettamente in anticipo si può arrivare ad essere fottutamente in ritardo: quasi nel battito d'ali di una farfalla!
Serata Kitsch inaugurata dall'affettuoso saluto di Bakis: "Ciao Troiona", a cui rispondo  prontamente con un tenero "Ciao testa di Cazzo". Siamo pronti.
Ci incamminiamo soli soletti all'aperitivo e rimarremo tali. Poco importa sebbene Bakis a stento si stacchi dal suo nuovo aziendalcellulare ultima generazione che non smette di bippare sms.
Mi consolo con un negroni ultrapotenziato: ci hanno messo un cicinnino di gin più del dovuto. Fortuna che il Madfegato è preparato a tutto e mi imedisce di uscire in ginocchio poco gloriosamente dal locale.
Momento topico: "Bakis, ti ricordo che non abbiamo acqua calda!". "Ma hai aperto il rubinetto del gas?". "Si, ma l'acqua è rimasta fredda uguale!". "Aspetta ricapitoliamo i passi fondamentali: hai aperto il rubinetto del gas?". Mi devo accontentare, ricordandomi che Bakis è scienza non fantascienza e questo è il massimo delle sue conoscenze in fatto di idraulica, tubature e affini.
sushiA casa ci consoliamo, in compagnia di Bakiscolleghi/amici, con il primo sushi della mia vita che trovo di gran gusto e mangio con abilità degne di un'amica di Bakis, l'assatanato del sushi.
Serata gradevole e casalinga, accompagnata da discorsi degni dei massimi sistemi e dalla presenza di M., vecchia compagna di classe, che rivedo con grandissimo piacere!
Ore 3: gli amici se ne vanno e per me e Bakis scatta, come sempre, sa scimpresa, momento topico di tante serate insieme: si ride di niente e di tutto ma con un'unica parola d'ordine: cazzate!

Sabato
Sveglia all'albakis, ossia MEZZOGIORNO,  simpaticamente sottolineato dalle cazzo di campane della chiesa vicina.
Usciamo più o meno all'una e mezzo con la pretesa di fare shopping...certo! Bakis oltre a spendere una cifra improponibile in dvd nel negozio più costoso di Firenze (così si mormoranegli ambienti ben informati!) e ad effettuare l'acquisto din un discutibile poggiapiedi per amica, decide di farmi provare la tipica cucina fiorentina:si mangia da McDonald...yahooo!
Dove l'appetito mi passa a veder mangiare tre adolescenti moderni che ordinano ben tre pezzi a testa con abbondante contorno di patate fritte e McChicken frittissimi, insieme all'immancabile BigMac.
La sera prevede un immancabile appuntamento con l'arte e con amici/colleghi del Bakis: peccato che il posto sia più o meno in Fanculonia, o giù di lì e Bakis ovviamente sbaglia strada plurime volte... trasformando il mio umore passabile (dopo McDonald) in un umore nero, anzi nerissimo visto anche che ho messo i miei fantastici stivali taccuti e ci troviamo in una zona molto poco raccomandabile di Firenze...
Ma il vernissage, faticoso a trovare, ci restituisce il sorriso, merito alcune opere non male e personaggi molto meglio, probabilmente fauna tipica di tanti vernissage...di cui io essendo la prima volta non ero assolutamente a conoscenza!
Di seguito (a circa due ore dal saluto alla soirée artistica) Cena con indovina...aspetta fammi pensare...sushi...
Mi accorgo di essere finita all'interno di una specie di setta che adora come divinità massima il futomaki e come compagna sacra la tempura...
I prezzi mi rimangono un pò sullo stomaco, il cibo meno: ma il mio portafoglio da studentessa non sopporta più di due ordinazioni...

Il sushi rischia di soffocarmi quando mi accorgo che forse non si pagherà alla romana ma si dividerà equamente...è la cosa migliore certo, ma non oggi e non qui...
Infatti è così e la mia dignità ne esce intatta grazie a Bakis che cavallerescamente, facendosi perdonare immediatamente con decreto ufficiale ogni cosa che può avermi fatto nei 3 lustri che ci conosciamo, mi dice sottovoce di pagare solo  la mia  parte effettiva, il resto lo metterà lui.
Io sono in grado solo di pensare: Bakis, santo subito!
Momento topico: rientrati a casa a 00,30 circa, fare le  tre e mezza del  mattino guardandoci vecchi episodi  di Will&Grace accucucciati  dentro  il  letto e ridendo come cretini...

Domenica
Sveglia all'albakis anche stavolta  e partenza alle 15,30...
Dico ciao ad una settimana strana e ad un weekend fantastico, in attesa di rimangiar sushi, di rivedere Will&Grace dentro un letto non mio e di rincontrare persone interessanti appena sfiorate e conosciute...
oltre che di riveder Bakis e ridere della nostra scimpreria!


 
postato da SempreMedea | febbraio 19, 2007 23:26 | commenti (4) / commenti (4)(pop-up)
storie, quotidiano



martedì, 13 febbraio 2007
 

Intermezzo

C'è un freddo porco.
E non ho alcuna voglia di uscire.
Merda!



lunedì, 12 febbraio 2007
 

Una settimana da Med(ea): primo movimento.

LUNEDÍ
Lo sapevo fin dal risveglio che sarebbe stata una giornata di merda. D'altronde si sa...i lunedì...
Mi sveglia il trillo del telefono di casa. Realizzo che non è dentro il mio sogno e mi chiedo chi cazzo è che rompe le palle  alle 9 del mattino di un inizio settimana  (cioè all'alba).
Mi alzo: "Pronto?". "Pronto signora, sono Antonio  (CHI??!!). Mi conserva  una pagnotta?" mi risponde  all'altro capo dell'universo una voce biascicante.
Io nei fumi del sonno mi chiedo se ora hanno iniziato a chiedere l'elemosina anche via telefono, finchè concepisco la fulminante idea che forse mi hanno scambiato per un panificio. Penso...pover'uomo e rispondo altrettanto biascicante che ha sbagliato numero.
Ma transeamus...se escludiamo laprofonda angoscia causatami da questo semplice scambio di battute.
Mi preparo e finalmente esco per andare a "collavorare" in Soprintendenza come ogni mattina, ma perfino la mia "capa" è di un umore  a dir poco mefitico...d'altronde  è pur sempre lunedì.
Ciò equivale a una mattinata intera senza musica e senza chiacchera, nonchè senza il sole, visto che la mia capa mi fa chiudere drasticamente la tenda che, unica salvezza in un giorno buio, lasciata aperta almeno inondava di sole la mia postazione.
Unico momento di gioia e luce della giornata: "American Pie" canticchiata a mezza voce da entrambe, un piccolo momento di allegria a denti stretti che passa come un lampo.Alle 14 torno a casa, in tempo perchè il muratore mi chiami per avvisarmi gentilmente che fra una mezz'ora circa arriverà con il collega a svuotarmi l'acquaio, da tregiornitre pieno di simpatico quanto inutile acido...
Mi interrompono ovviamente film e pranzo, che mi rimangono altrettanto ovviamente sul gozzo,  e restano fino alle 17, con l'unico risultato di lasciarmi con un muro mezzo aperto e un lavandino corroso, ma ancora perfettamente non funzionante!
Sapevo che sarebbe stata una giornata schifosa...

MARTEDÍ
Sveglia alle 7.30 per aspettare i muratori-idraulici che arrivano comodamente alle 9 suonate e mi "okkupano" la casa fino alle 16,00!! ma lasciandomi stavolta con un umore che vira al grigetto, perchè almeno ho un lavandino nuovo che funziona. Il muro è ancora aperto ma ancora una volta transeamus...non si può avere tutto dalla vita.
Risultato: mi addormento alla mia prima lezione del terzo anno, seduta in prima fila, con il risultato di una simpatica figura di merda con il prof. e appunti inservibili che sembrano essere stati usati da una squadra di bruchi per una gara di corsa.
Magic Moment: doccia di mezz'ora in acqua bollente.
Momento topico:grasse risate da sola sotto le copertine, leggendo alcune righe di Camilleri.

MERCOLEDÍ
Spuntino inaspettato in Sorpintendenza con ciccioli di proprietà e vino, il tutto alle 12.30 e a stomaco vuotissimo, dopo una lugubre e inquiteante visita in solitaria nello scantinato della Soprintendenza che niente ha da invidiare al più famoso labirinto del Minotauro...solo che io non sono Teseo e la mia Arianna non arriva con un filo...con il solo risultato di rischiare di perdermi fra cassette di materiali su cui la polvere dei millenni ha reso illeggibile ogni segno umano.
Peraltro i ciccioli e il vino mi restano sullo stomaco grazie al simpatico spettacolo offertomi dai restauratori che prendono impietosamente in giro un povero e innocuo vecchietto che lavora lì non avendo nient'altro nella vita: che bello il mondo...
Magic Moment: cena preparata al suono  della chitarra di A. mentre canto a squarciagola sonate per orsi e api.
Momento topico: estemporanea uscita per veloce shopping da H&M (quello proletario, come Bakis mi insegna!) con conseguente acquisto di un simpatico completino intimo in pizzo, accompagnato da un tanga di Snoopy, che A. si compiace di definire "scacciacazzo"...e vabbeh...ripeto...non si può avere tutto dalla vita!
La mia ferita al piede frattanto, dopo unmese abbondante, non accena a guarire: mi staranno venendo le stimmate?
Momento Dramma: Visione de "Le conseguenze dell'amore".
A parte l'angoscia fulminante esemplificata da uno sguardo che io e A., alla modica distanza di uno sputo, ci scambiamo senza proferir verbo, un film meraviglioso sul vuoto e sul vivere, sulla solitudine e l'amore, sulle conseguenze e la morte. Musica bellissima per altro...ma che cazzo però!

GIOVEDÍ
Risveglio.
Angoscia primordiale e devastante.
Motivi: zero!
Mistero.
Buio.
Attacco di panico cinqueminuticinque prima di uscire di casa. Respiro affannoso e accorato. Bene.
Ansia a mille. Bene.
Esco.
Forse non è stata proprio geniale l'idea di rifugiarmi nella biblioteca - bunker del Dipartimento...non so se sia soluzione caldamente consigliata dai manuali di psicoterapia...
Momento topico: telefonata di un'ora con la mia Scraffy.
Pranzo al volo come conseguenza diretta della telefonata.Pazienza.
16,30: Direzione Centro Commerciale, scelto per la sua posizione a distanza "culonia" da casa mia, scelta accuratamente ponderata in giornata piena...non bene, ottimo!
Cartina dei bus alla mano, percorso accuratamente programmato per perdere il minor tempo possibile.
Sbaglio strada. Ottimo!
Conseguenza: concluso poco e rientro alle 20.45 a casa.
Dio!
SMS: "Arriviamo a prendervi alle 22.30!"...Merda!
Lava maglione. Fai lavatrice. Valigia. Telefono. Cellulare. Doccia. Trucco e parrucco.
Appuntamento alle 22.40. Iniziamo a cenare alle 22.40.
Quando si dice tempi perfetti!
Sfasamento temporale? No, per fortuna amici ritardatari!
Almeno si va a ballare, ho bisogno di sfogarmi un pò.
Così credevo almeno...
Locale fighetto o almeno trassato da tale: bottiglie di vino che vanno dalle 12 alle 22 euro.
Peccato che il Chianti da 18 euri suonati sia quello dell'IN'S (leggi Discount) che viene smerciato perla modica cifra di 2.30 euro: magica lievitazione del prezzo pari a 8 volte tanto.
A parte la zona fumatori in finto stile arabo con cuscini leopardati degni della stanza di una bagascia ricercata, non c'è nient'altro di rimarchevole e le sigarette sono l'unica consolazione davanti ad un Negroni, che sostituisce il vino magico, e  davanti ad un cameriere seriamente compromesso fasciato in pantaloni neri in simil pelle.
L'unica cosa degna di nota è il mio umore mefitico: l'angoscia mattutina si è inacidita trasformandosi in adrenalina e cattiveria annacquati da momenti di lacrima facile.
E nessuno mi fa sfogare.
Cazzo.
Meno male che ho deciso domani di andare a Firenze, dove potrò liberare tutta la mia vena acida insieme al mio Bakis.
Fine primo movimento
 


 
postato da SempreMedea | febbraio 12, 2007 23:46 | commenti (1) / commenti (1)(pop-up)
storie, quotidiano



domenica, 04 febbraio 2007
 

Dopo la lettura...

Silenzio lungo dovuto all'avida lettura dell'ultimo libro che mi ha incatenato al divano, alla sedia, dovunque mi trovassi e avessi dieci minuti per leggere...era tanto che un libro di narrativa, un classico, non mi prendeva in maniera così profonda...devo ancora indagarne a fondo i motivi...ma sicuramente una lettura da fare e rifare a distanza di anni...

D'altronde

"Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire"

                                                                                                                                                  Italo Calvino

 


 

Ho visto da poco, fra i vari film che mi guardo durante i miei pranzi solitari (approfittando dell'assenza del mio compagno che in genere davanti ai film si addormenta...togliendomi il gusto di vedere i film in due!!!), "Troy" che mi ero caldamente e categoricamente rifiutata di andare a vedere al cinema causa previsione di boiata pazzesca.

Non so se sia stata la precedente visione del film "Alexander", per il quale il voto di 1 e 1/2 è financo generoso, o perchè davvero mi aspettassi un filmaccio da 2, ma sono rimasta favorevolmente colpita: certo non arriva alla sufficienza, dal momento che Omero è Omero, l'Iliade è  l'Iliade e i moderni colossal americani sono, ahimè, i moderni colossal americani, ma un 6 meno meno non glielo toglie nessuno e soprattutto si fa guardare.

Certo, alcune scene sarebbero da censurare non solo dal film ma da tutta la storia della cinematografia, come Achille/Brad Pitt che uccide i nemici con una mossa degna di Matrix, Enea giovinetto che viene apostrofato da Paride o le orribili mescolanze di fatti e personaggi, o le volontarie o involontarie incomprensioni e invenzioni di alcuni episodi. Altre scene sono veramente gradevoli: Priamo/Peter O'Toole che va a chiedere il corpo del figlio Ettore/Eric Bana ad un Achille solitario e notturno, le mille navi greche che solcano il mare per arrivare ad Ilio, la viltà di Paride/Orlando Bloom e l'insignificanza del personaggio di Elena, bella e incosciente, sono tutte cose che fanno tornare alla mente Omero e la sua poesia, sempre senza sacrileghi ed empi paragoni.

Credo che il motivo di questi momenti azzeccati sia da ricercare in una dura verità (dura per tutti i micenologhi di questo mondo!): in fondo Micenei e Americani non dovevano essere poi così diversi...

Anche oggi il sogno di gloria americano spinge ogni uomo occidentale a volersi conquistare un posto nella storia, a sentire il desiderio che il proprio nome risuoni per sempre, ad ogni costo. Certo nei nostri tristi tempi moderni manca quella poesia che Omero ha saputo imprimere alla sua leggendaria epica guerresca, ma forse la mancanza di essa è dovuta alla nostra incapacità di sentirla in quanto contemporanei a questi tempi. Omero raccontava fatti già antichi e forse i Micenei non ebbero sentore della poesia che le loro gesta avrebbero ispirato nei secoli futuri.

Allora la gloria era legata alla spada, al potere, alle terre conquistate, oggi è dovuta al denaro, al cinema, alla televisione, ma la differenza in fondo si ferma a questo.

Ed è proprio questo desiderio di veder sopravvivere il nostro nome a noi, di saperlo risplendere nel futuro e nelle menti di chi dopo di noi verrà, che traspare dal film, come traspare dall'Iliade.

Il resto è rozzo e violento, brutale e materiale, come dovette essere la vera guerra di Troia, combattuta per ben altri motivi che non il ratto di una giovane e stupida bella donna...

Ma l'Iliade è un'altra cosa, per fortuna e ad ognuno ciò che si merita: ai Greci Omero, a noi Wolfgang Petersen e il cinema americano da botteghino.

Senza pregiudizi.