CALEIDOSCOPICA

   Quando il mondo cambia ad ogni giro.

 

Juliette & The Licks – Long Road Out of Hereuovo

SempreMedea in Living in Clemson
utente anonimo in Living in Clemson
SempreMedea in Living in Clemson
stradedimari in Living in Clemson
Antibiotica in Living in Clemson
virginia92ehgia in Living in Clemson
600 in A month in the U.S. ...
RITRATTO IN MUSICA

Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare:
I viva Fernandez!
Versa da bere ad un innamorato
un giorno sarò ricco e ti farò regina dei fiori;
Versa da bere a un povero assetato
povero da poeta, ricco come un gabbiano
che vola sulla vita con la sua fantasia.
Non posso stare in casa a pensare
fuori è tornata la gioia di urlare,
mi troverai a girare le piazze e gridare:
I viva Fernandez!
Versa da bere ad un albero sradicato
spostato dai venti e dalla curiosità
un nomade in amore ed in felicità,
un nomade in amore ed in felicità.

Così parlava il vecchio fricchettone
il re dei maghi e delle magone:
è una preghiera, io non voglio denari
solo vino, allegria, il calore delle mani.
Songs in loop now

MAGNA CARTA
link
Albasso
Bakis
Dedalus
Eteriele
Gli Itzokori
I miei piccoli pensieri
Il blog di Matteo
Jo
La mia libreria virtuale
LaPresidentessa
Lo specchio
Ma anche no!
Parabrezza limpido e pulito
Progetto per due (menti malate)
Steffanoccasu
Stella del mattino
Stradedimari
il mio archivio
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
marzo 2009
febbraio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
le mie categorie
americana
antropologika
archeologia
attimi di follia
bocconi scelti
casalinghità
di ingenua politica
eventi
flussidicoscienza
frisciura
haiku
handmade
immagini di vita
infanzia
la dura realtà
letterature urbane
liste
memoria storica
morandinando
oroscopi
parolealtrui
paure
psicologia spicciola
punto croce
quotidiano
recensioni
shortini
ssm
storie
test
viaggi
videos
vita a bologna
zen spicciolo
counter
*loading* visite

Nelle mie corde

PELLICOLE IN TANA (e non)
E.t. l'extraterrestre 8
Donnie Darko 7
La meglio Gioventù 10
Fight Club 6 e mezzo
Vanilla Sky 7 e mezzo
Johnny Mnemonic 5
Laputa. Il castello nel cielo 10
Nausicaa della valle del vento 9
La maled. della 1° luna 8 e 1/2
Guida gal. per autostoppisti 7
The Snatch 7 e mezzo
Alexander 1 e 1/2
Troy 6 meno meno
L'es. delle 12 scimmie 7 e 1/2
Tutto su mia madre 8 e 1/2
Le conseguenze dell'amore 8
Weekend Cinema
I 400 colpi 7
Fino all'ultimo respiro Non pervenuto
Le luci della sera 7 e 1/2
Qnd la moglie è in vac. 8 e 1/2
Colazione da Tiffany 10 e lode
Fine Weekend Cinema
Lilo e Stitch 8
Provaci ancora Stitch 5 e 1/2
Il settimo sigillo 10 e lode
Il declino dell'imp. americano 5
Le invasioni barbariche 6
Minority Report 7+
Mio fratello è figlio unico 7 e 1/2
Il diav veste Prada 7-
Lost in Translation 7 e 1/2
Ocean's Eleven 7 e 1/2
Il Codice da Vinci 2
H. Potter e il prig. di Azkaban 10
H. Potter e il Cal. di Fuoco 8 e 1/2
L'imp.za di chiamarsi Ernest 8
Le coll. hanno gli occhi (2006) 2
American Dreamz 8
Ocean's Twelve 7
X men 8 e 1/2
X men 2 8
X men 3 7
Spider Man 8
Spider Man 2 8
36: Quai des Orfevres 8
Il banchetto di nozze 8
Blade 7 e 1/2
Blade II 7
Le avventure acquatiche di Steve Zissou 8
In viaggio con Evie 7 e 1/2
King Arthur 6--
Le crociate 6 e 1/2
Birth. Io sono Sean 5
300 Il voto è superfluo!
Terminator 9
Terminator II 7
Lezioni di piano 9 e 1/2
El Mariachi 7 e 1/2
Dune 8
L'ultima profezia 6
The Queen 6 e 1/2
Star Wars IV 7 e 1/2
The PathFinder 4
Spirali Mentali
"Questo è il male
che mi porto
da trent'anni addosso
fermo non so stare in nessun posto
rotola rotola rotola il masso
rotola addosso, rotola in basso
e il muschio non si cresce sopra il sasso"
LIBRI GURU
Il gabbiano Jonathan Livingstone
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


domenica, 25 ottobre 2009
 

Old Walking song

 
 
The Road goes ever on and on
Down from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with eager feet,
Until it joins some larger way
Where many paths and errands meet.
And wither then? I cannot say.

 

The Road goes ever on and on
Out from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
Let others follow it who can!
Let them a journey new begin,
But I at last with weary feet
Will turn towards the lighted inn,
My evening-rest and sleep to meet.

Still round the corner there may wait
A new road or a secret gate;
And though I oft have passed them by,
A day will come at last when I
Shall take the hidden paths that run
West of the Moon, East of the Sun.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Presto, la segua colui che parte!
Cominci pure un nuovo viaggio,
Ma io che sono assonnato e stanco
Mi recherò all'osteria del villaggio
E dormirò un sonno lungo e franco

Voltato l'angolo forse si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna
A est del Sole, ad ovest della Luna

Perchè è questa la canzone che mi è tornata alla mente vivida e brillante come un raggio di sole fra lo stormire degli alberi in un pomeriggio d'estate, quando...
Perchè è questa la sensazione che ho provato chiara e certa come l'emozione di bambina nel tenere il filo di un palloncino, quando...
Perchè l'ho immediatamente dedicata a tutti coloro che si sono trovati nella mia stessa situazione, quando...
Quando è uscita la graduatoria per il bando dei giovani ricercatori.
Delusione e tristezza ma incredibilmente velati da un sontuoso manto di infinita, indescrivibile e potente 
libertà.
Ne faccio gelosamente tesoro e me la tengo stretta.
Con l'augurio che possa essere sempre così.
Per me.
Per voi.




sabato, 19 settembre 2009
 

The storm is arrived

A lungo questa minaccia ha risuonato forte: the storm is coming.
E anche quando mi è stato offerto un assaggio non ne ho valutato l'importanza e la forza.

Pioggia battente, gocce pesanti, cielo di piombo.
Ricordo un'altra pioggia, un altro dove, un altro quando.

Ma ora ogni tuono risuona e rimbomba nel vuoto dentro me e si fa voce di tutto ciò che un'altra pioggia aveva solo sussurrato e tentato invano di lavare via.
La tempesta ormai è arrivata e io ci sono dentro.
Sperando ancora una volta di trovare le mie scarpette rosse e, con la stessa semplicità di un battito di tacchi, di poter tornare a casa.



venerdì, 10 luglio 2009
 

Living in Clemson: update

Alla fine l'Happy End c'è stato davvero ma per iniziativa dei tre baldi immigrati in questa terra di (false) speranze...
La polizia come era prevedibile non è mai arrivata a prendersi l'uccellino (e meno male perchè sarebbe stato inquietante sapere che la polizia pensa agli uccellini e non pensa a fare il suo lavoro, anche se in un posto sonnacchioso come Clemson mi chiedo davvero cosa abbiano da fare...).
Il nostro dayhero Josè ha ripetutamente chiamato i vari centri di salvaguardia della natura impegnandosi a fondo per trovare una soluzione...
D. Ma le sembra un cucciolo o un adulto?
R. Mah non saprei forse un cucciolo.
D. Ma è ferito?
R. Mi sembra che abbia un problema ad un'ala
Soluzione e consiglio: lo metta sul ramo di un albero (lontano dai gatti) e aspetti che i genitori vengano a nutrirlo perchè probabilmente si tratta di un piccolo caduto dal nido...
Ma che consiglio è?
In primis lontano dai gatti su un ramo è il consiglio più sconclusionato che io abbia mai sentito: i gatti si arrampicano signora, lo sa?
In secundis: giura che i genitori vengono a nutrirlo piuttosto che ignorare il piccolo difettoso e occuparsi del resto della nidiata.
In terzis e ultimis: ma le sembriamo due esperti di ornitologia?
Anyway la morale è che il centro è a un quarto d'ora da qui ma nessuno ha la macchina e soprattutto nessuno se lo viene a prendere.
Così si mette il povero e spaventatissimo uccellino dentro una scatola con un panno da cucina a fare da nido e con la moto e la scatola protetta dai nostri corpicioni partiamo alla volta di Pendleton e di quello che poi praticamente scpriamo essere una sorta di Assessorato all'agricoltura e alla natura locale...
Si fanno un pò di risate ma alla fine per fortuna si prendono l'uccellino per portarlo ad un "centro di riabilitazione"...
sperando che non sia come quando muore il cane di casa e al bambino dicono che l'hanno portato al Parco Giochi per cani anziani...
La nostra buona azione è fatta...e l'uccellino (speriamo) è salvo...
Un altro Happy End in questa gloriosa e luminosa nazione...
postato da SempreMedea | luglio 10, 2009 22:49 | commenti / commenti (pop-up)
americana, quotidiano

 

Living in Clemson

Dopo tanto silenzio e poca voglia di scrivere per cause di forza maggiore, questa la devo proprio raccontare...

Era una tranquilla e sonnolenta mattina qui nella calda e umida provincia americana e come al solito niente di particolarmente eccitante da fare se non approfittare del nuovo indirizzo per trovare qualche buon affare su ebay...

Quando ad un tratto bussano alla porta: è Jose il nostro vicino di casa, che chiede una scatola da scarpe.

La richiesta è quantomeno strana visto che Jose sta aspettando l'arrivo del Catbus, il servizio (ci tengo a precisare ... gratuito) di mezzi pubblici locale. Chiedo cosa succede. La risposta è assolutamente incredibile e quanto succede dopo lo è ancora di più.

Il nostro eroico vicino, in attesa dell'arrivo del suddetto autobus, insospettito da un pigolare insistente proveniente dal giardino della casa di fronte, si è avvicinato alla fonte del rumore trovando un povero uccellino ferito che non poteva più volare (e qui potrebbe essere una licenziosa canzone di altri tempi, ma non lo è...).

Da qui la scatola da scarpe dove il nostro amico ferito è stato riposto in attesa che, udite udite, la polizia locale arrivi per prenderlo e portarlo in un posto dove possano curarlo.

Ma la cosa ancora più incredibile è che in tutto questo Jose ha preso il suo autobus perchè l'autista è rimasto pazientemente ad aspettare (e con lui tutti i passeggeri!) che tutta l'operazione andasse a buon fine.

Risultato: io sono qui che faccio compagnia al povero uccellino perchè qualche gatto del vicinato non decida di prendersi un facile pranzo, Jose vittorioso e soddisfatto ha preso il suo autobus e tutti sono felici e contenti perchè ancora una volta qui in America tutto sembra rispettare la gloriosa tradizione nazionale dell'Happy End...

Is it really true?





mercoledì, 24 giugno 2009
 

A month in the U.S. or a single moment in my life

ovvero di come ci si può sentire una sera dopo un mese negli Stati Uniti.
Ok...qui sono le 22 e io ho finito la mia serata fuori. Niente nella vita in Italia ti può preparare a sapere che devi uscire una sera a festeggiare la partenza di una persona e a sapere che per farlo dovrai essere pronta per le 18.30 del pomeriggio...
No ma dico: quale paese civile può concepire una serata che inizi alle 6.30 p.m. e finisca alle 10 p.m. che non sia un semplice aperitivo?
E così sono qui...dopo tre bicchieri di vino e un buon sushi a sentire profondamente la mancanza dei miei amici e del mio mondo...quello che conosco...
Non dico che qui non sia istruttivo: impari che non sempre devi parlare tu per divertirti (ed in un consesso di soli parlanti inglesi è il minimo che ti può capitare!); in certe serate impari che non tutte le americane si vestono da ciappuzze (solo i sardi capiranno!) anche se sai per certo che probabilmente il costume nazionale per gli uomini è t-shirt (o polo) e calzoncini...; ancora ti puoi divertire anche soltanto cercando di capire quello che gli altri dicono (e quando capisci una frase sei così impegnato a compiacerti di te stesso che perdi il momento giusto per ridere o per fare una qualunque espressione appropriata al discorso); infine sai che non è necessario seguire tutti i discorsi della tavolata per sentirti a tuo agio (anche se spesso aiuta e ti fa sentire a sort of God..).
Inoltre certe serate sono utili per capire quanto le donne siano un club universale, che non conosce spazi nè confini nè muraglie di sorta, cose piccole come una lingua in comune o cose del genere...e sai che dovunque vai troverai sempre una donna con cui condividere momenti, sensazioni o fosse anche solo una lamentela nei confronti del tuo uomo o il decidere di andare a farsi una manicure insieme o programmare una serata only girls...
But anyway...
La morale è che in certi momenti, specie quando sono le dieci di sera e ti sembra che siano le due, o quando sono le dieci di sera e pensi che la tua serata dovrebbe continuare per almeno altre 4 o 5 ore di fila (e non puoi)...e gli enormi e indicibili insetti che vivono in South Carolina ti impediscono di scrivere un post per il tuo blog mentre ti fumi una sigaretta...ecco...
quelli sono i momenti in cui ti mancano casa e i tuoi amici...
E sono quelli i momenti in cui ti chiedi why God should bless America...or I...
Buona notte, per quanto presto essa sia...almeno per me...
postato da SempreMedea | giugno 24, 2009 03:18 | commenti (1) / commenti (1)(pop-up)
americana



martedì, 26 maggio 2009
 

My first week in the U.S.

Ed eccomi qua...ad una settimana dal mio arrivo in America...
Probabilmente dovrei scrivere un sacco di cose: quanto strano sembri essere qui, quali sono le mie sensazioni...
In realtà è tutto molto "normale": mi sono abituata fin troppo in fretta al real american way of life.
Non so se sia il mio spirito di adattabilità o il fatto che libri e film ci hanno talmente abituato alla realtà americana che non può che sembrarmi di casa...
Fattostà che ci sono solo alcune annotazioni che mi sento di dover fare:
1. I cessi sono strani: l'acqua del cesso è sempre molto in alto e quando tiri la catena crea un piccolo gorgo che probabilmente cambia direzione a seconda della posizione rispetto al tropico principale...
2. Qui è davvero tutto gigantesco: dagli spazi aperti alle bottiglie del succo di frutta e della tequila...
3. Ci si può maledettamente abituare alla quantità di scelta che hai nei supermarket e alla infinita customizzazione dei prodotti...
4. Le Camaro sono davvero fighe come quando giocavo a Gran Turismo con mia sorella nellaprima versione della Play Station
5. I pali della luce sono davvero in legno
6. La provincia americana è esattamente come te la descrivono film e canzoni e la colonna sonora perfetta è esattamente quella che ascoltavi in Italia sognando l'America
7. Il coffemate al caramello è davvero buonissimo
8. I portici con le sedie a dondolo e le panchine esistono davvero
Il resto per il momento èancora un ammasso indistinto di sensazioni ancora tutte da assimilare, a partire dalla differenza fra Atlanta e Clemson fino alla aspettativa di un viaggio by car fino in Florida...
Intanto sorseggio il mio caffè americano aromatizzato, enjoiando la sua durata e mi metto a studiare.
Fino a quando avrò parole più adeguate per descrivere tutto il resto....
Best regards
Medea
postato da SempreMedea | maggio 26, 2009 16:31 | commenti (1) / commenti (1)(pop-up)
viaggi, americana



lunedì, 18 maggio 2009
 

Il giorno della partenza

Era da mesi che stavo programmando, pensando, decidendo questo viaggio e ora che il giorno è finalmente arrivato non mi rendo conto.
Ho passato tutto il giorno in una bolla asettica priva di suoni, stando all'interno della quale ho preparato, non senza ansie e panico dell'ultima ora una valigia che da tre settimane riempivo e svuotavo che neanche Penelope...
Ed ora eccomi qui, ad attendere una sveglia che suonerà alle 4 del mattino per iniziare questo strano e lungo viaggio che porterà Medea negli States.
Ci andrà Medea e spero che chi ritornerà sarò io, con tutto ciò che ne consegue.
Tutti mi dicono che mi invidiano e forse dall'esterno mi invidierei anche io...è che dall'esterno non vedi mai ciò che sta dentro...e questo rende le cose sempre più facili.
Ma sicuramente se c'è qualcosa in cui sono d'accordo con chi mi sta intorno è che questo viaggio è una lunga avventura, un'esperienza dalla quale posso trarre tanti nuovi insegnamenti, tante nuove conoscenze e perchè no qualche dritta in più per il mio lavoro.
Perciò...si parte e quando si parte non si sa mai dove si arriva: l'importante è godersi il viaggio, non pensare alla meta.
Quando arriverò ad essa...vi farò sapere!
Intanto che sia un buon viaggio.
E il resto verrà da sè...anche questa sera...

postato da SempreMedea | maggio 18, 2009 02:06 | commenti / commenti (pop-up)
viaggi



lunedì, 16 marzo 2009
 

Banane e lampone (Natura morta)

Ok, potevo anche intitolarlo "Fatti mandare dalla mamma a prendere (la bottiglia del) latte"...ma mi sembrava anche più brutto...
Ok both titles suck...ma il concetto di fondo è che sono andata a vedere la mostra di Morandi a Bologna.
Decisione estemporanea, compagnia ancora di più, quantomeno inaspettata ma piacevolmente sorprendente e...i quadri!
Lo ammetto: "quello che fa i pitocchi", come dice la mia amica trevigiana, mi piace. E non solo, più di tutto mi piacciono soprattutto i pitocchi!!!
Vedere in un unico colpo d'occhio un'ottantina di quadri di nature morte (che per altro ho sempre detestato cordialmente!) ma capendone se non il motivo della loro esistenza, quantomeno il percorso artistico, beh...mi sono dovuta ricredere...
Domande per cui gli storici dell'arte e i critici mi scuoierebbero volentieri e metterebbero sotto sale...
Ma come può venire in mente di dipingere bottiglie e barattoli di Ovomaltina? E sempre gli stessi per altro?
Abbiamo a che fare con una mente sicuramente un filo disturbata, o quantomeno compulsiva?
Ma si conservava tutti i vuoti a rendere delle sorelle?
Ma a parte queste domande di ordine pratico che niente, fortunatamente, hanno a che vedere con l'arte ho fatto due riflessioni di grande portata.
La prima è che si tratta di bottiglie: si! E mi piacciono parecchio!
Per non parlare degli acquerelli poi....una poesia! Il mio amico ha fatto un accostamento tutt'altro che peregrino: Ungaretti...
Sintesi, semplicità ma completezza di espressione.
E mi sono chiesta: come si fa ad esprimere sentimenti e stati d'animo con delle bottiglie? La risposta è che si può...
Due righe per tracciare figure e volumi in uno spazio bianco. E' pura arte..emi piace e mi emoziona...
E soprattutto...ed era quello di cui in questo momento avevo più bisogno in assoluto...la seconda riflessione è che l'arte regala serenità...
La pura contemplazione di un quadro che ti fa viaggiare in un mondo altro, fatto di pura espressione ed espressività rappresentativa e figurativa...quando è arte...è qualcosa che calma lo spirito.
Ieri ho davvero scoperto Morandi...e non sono una fan della musica leggera italiana...!



mercoledì, 04 marzo 2009
 

Dello scambio di amorosi sensi: riflessioni antropologiche sulla morte nell’era delle comunità virtuali

Oggi in famiglia ho avuto notizia di un lutto…

Probabilmente la maggior parte dei post non dovrebbe iniziare così, ma non solo non ho intenzione di parlare nello specifico di questo né, soprattutto, mi aspetto di ricevere chissà quali espressioni di dispiacere. Non è un post a chiamata…ma solo il modo per introdurre una serie di riflessioni sull’argomento.

In conseguenza di ciò che è accaduto una persona della mia famiglia ha deciso di comunicarlo nella forma di status su Facebook…e questo mi ha lasciato basita.

E mi sono chiesta: sono io che sono rimasta indietro o sono gli altri che stanno un po’ esagerando questa faccenda della vita in vetrina? È Facebook il luogo adatto e adeguato a contenere informazioni così pesanti e dolorose? Non era una semplice vetrina per ritrovare vecchi amici e persone che altrimenti nessuno avrebbe più avuto modo (o a volte voglia) di risentire?

Insomma Facebook è soltanto un gioco o davvero è diventata una nuova forma di comunità virtuale dove anche le cose serie e importanti vengono sbandierate ai quattro angoli del pianeta?

Così ho cercato un punto di riferimento: normalmente i necrologi li troviamo nei giornali e nelle chiese, luoghi seri gli uni (in teoria) e gli altri luoghi deputati a questo tipo di notizie.

Nei paesini di ogni regione d’Italia troviamo anche quei fantastici volantini listati a lutto, sparsi per le strade, una sorta di macabra campagna elettorale. Funzionale però in una piccola comunità dove tutti si conoscono e dove tutti, presumibilmente, conoscevano il morto e/o la famiglia: insomma, per quell’incredibile e infinito manuale della buona creanza medio-borghese e delle norme della vita sociale, un modo per far sapere il fatto anche a coloro che non sono troppo intimi per chiamarli al telefono ma neanche troppo sconosciuti per non sentirsi in dovere di andare al funerale o di mandare un telegramma.

E se il paragone è calzante, allora Facebook ha fatto in modo che diventassimo un piccolo paese senza confini e con un numero illimitato di compaesani? Il fatto continua a sembrarmi inquietante…

A questo punto mi sono sembrate molto meno strane le condoglianze arrivate su Facebook a seguito dello status suddetto: si dovrà scrivere un nuovo galateo delle usanze funebri?

Insomma chi fa le condoglianze su Facebook poi si deve sentire in dovere anche di scrivere un telegramma o può bastare?

So che può sembrare cinico e inappropriato a molti, almeno a coloro i quali ritengono che tutte quelle usanze legate alla morte e alla commemorazione funebre siano un bon ton e un’etichetta che non possono essere fuggite né ignorate, o a quanti (e qui mi scuso se offendo qualcuno) credono veramente che tutto questo si debba fare per onorare il defunto e i vivi che lascia dietro di sé.

Ma davvero quel foscoliano scambio di amorosi sensi può passare attraverso strumenti e mezzi all’apparenza così inadeguati?

Come tante altre cose immagino che ai posteri sarà riservata la sentenza. Io mi limiterò ad osservare, in disparte. Come sempre, in questi casi.




lunedì, 02 febbraio 2009
 

Medea Rebirth

La prima notte in una nuova casa. Ma qualcosa non cambia mai: faccio sempre le 3 del mattino!
L'ultima paglia e poi a nanna. Domani si inizia una nuova vita.
C'è qualcosa di stranamente ordinato, lontanamente karmico, nell'iniziare davvero di lunedì...
Sounds good...mi piace e spero porti bene!
La stanza sa di Ikea...è come dormire in esposizione...odore di legno e di truciolare. Ma sa di nuovo e di buono.
Tutto è ancora un casino...buste ovunque piene della mia vita passata a Bologna e cariche di ricordi e pensieri, qualcuno transfugo dalla vita precedente. Ogni angolo e spazio libero è stipato di roba che deve trovare la sua collocazione...almost like me, insomma...
Il resto verrà da sé...anche questa volta...
E non è un caso, forse, che abbia deciso di riniziare a scrivere proprio oggi dopo tanto silenzio.
In fondo, forse, il 2009 inizia davvero qui.
E spero, fortemente, che sia un buon inizio.
So, goodnight and goodluck.
Per tutti.
Per me.